PROFILO DELLA CITTÀ

a cura di di Mariella Nanna

Profilo

Gioia del Colle è una fiorente cittadina in provincia di Bari, situata a 38 km a sud del capoluogo e a 365 m sul livello del mare. Il suo territorio confina a nord con quello di Sammichele di Bari, a nord-est con quello di Turi e di Putignano, ad est con quello di Noci, a sud con quello di Mottola e di Castellaneta, a sud-ovest con quello di Laterza, ad ovest con quello di Santeramo in Colle, a nord-ovest con quello di Acquaviva delle Fonti. Possiede una superficie di circa 206 kmq e conta una popolazione di 27.736 abitanti (il 51,5% di sesso femminile), con una densità abitativa di 128 ab./kmq.

Il nucleo più antico dell’abitato, dall’impronta tipicamente medievale, è raccolto intorno al castello normanno-svevo. Aldilà di tale nucleo si estendono i quartieri più moderni con planimetria regolare e strade rettilinee.

Il centro, fra i più fiorenti della provincia, vanta una produzione di rilievo nei settori zootecnico e vitivinicolo. Particolarmente sviluppata è l’attività casearia: i prodotti caseari vaccini di Gioia del Colle, in particolare la mozzarella, si sono imposti sui mercati di tutta Italia ed anche su quelli esteri per la genuinità e la bontà ineguagliabile del prodotto. Gioia conta infatti oltre 20 caseifici, la maggior parte dei quali possiede un negozio alimentare direttamente in azienda. È anche famosa per la produzione di vino primitivo che, insignito del marchio D.O.C, viene esportato in tutto il mondo.

Altrettanto importanti sono le numerose testimonianze storico-archeologiche, di cui il territorio gioiese è ricco. In particolare nella zona di Monte Sannace la ricerca archeologica ha portato alla luce resti di un insediamento peuceta, che conobbe il suo massimo sviluppo tra i secoli VI e IV a.C. e che fu abbandonato con la conquista romana. La presenza di questo rilevante patrimonio storico-archeologico, unita alle bellezze artistico-architettoniche del paese, al gradevole clima collinare e alle prelibatezze gastronomiche qui prodotte, fa di questo lembo di Puglia un luogo interessante tutto da scoprire.  

Territorio e clima

Il territorio di Gioia del Colle rientra nell’altopiano della Murgia, costituito da un’enorme piattaforma calcarea di età mesozoica; in particolare si trova nel settore murgiano di altezza intermedia, a 365 m sul livello del mare. L’abitato di Gioia del Colle è situato quasi al centro di un’area pianeggiante, in cui affiora la Calcarenite di Gravina, deposito calcarenitico originatosi per le ingressioni marine di età quaternaria. Il restante territorio è formato da rocce carbonatiche di età Cretacica: il cosiddetto Calcare di Altamura, che ha uno spessore di circa 900 m ed è costituito da rocce fortemente fessurate. Questo calcare si depositò milioni di anni fa sul fondo dell’antico mare di Tetide, un vastissimo paleoceano tropicale, la cui bassa profondità permise l’accumulo di ingenti quantità di detriti.

Diretta conseguenza della presenza di rocce calcaree nel territorio è l’assenza di una idrografia superficiale e l’esistenza di una circolazione idrica sotterranea, che ha dato luogo alla formazione di grotte carsiche e falde acquifere. Fra le forme carsiche di superficie vi sono doline, inghiottitoi, lame e gravine. Numerose sono le grotte rintracciate nel territorio gioiese: Grotta di S. Candida, Grotta del Lume, Inghiottitoio di Masseria S. Francesco, Grotta di Monte Sannace, Grotta di Masseria La Grotta, Grotta Paradiso I e II, Inghiottitoio S. Maria, Grotta Nardulli, Grotta Scozia, Grotta Neviera di Monticello, Grotta Nuova, Grotta del Tesoro, Grotta della Polvere.

Il territorio gioiese rientra nel macro clima mediterraneo e risente in maniera paritaria degli effetti del versante ionico, più umido, e di quello adriatico, più fresco, oltre che dei contrafforti appenninici, i quali, se da una parte attenuano la forza dei venti nord-occidentali, dall’altra ritardano l’innalzamento termico primaverile. Pertanto il clima di Gioia è caratterizzato da inverni freddi e piovosi e da estati calde e aride. Il valore medio delle temperature nel mese più freddo (gennaio) è di 7.1°C, mentre quello del mese più caldo (agosto) è di 24.4°C. Le precipitazioni sono concentrate nel periodo autunno-invernale, mentre il periodo secco va da maggio a settembre.

Flora

Un  tempo l’agro gioiese era caratterizzato da vaste aree occupate da boschi e foreste, ma la pressione antropica esercitata sempre più intensamente sull’ambiente per la necessità di guadagnare nuove superfici all’agricoltura ha causato una notevole riduzione della superficie boschiva. Tale processo di disboscamento e dissodamento raggiunse a Gioia livelli elevati nella seconda metà dell’Ottocento con la quotizzazione dei terreni demaniali, che furono suddivisi in appezzamenti regolari e destinati a colture intensive.

Attualmente l’agro gioiese è occupato da ampie superfici coltivate a seminativo, che si alternano ad aree boscose concentrate in una fascia semicircolare localizzata nella zona sud-orientale del territorio. L’essenza arborea dominante nei boschi gioiesi è il fragno, capace di resistere al deficit idrico estivo grazie alle foglie coriacee che hanno bassi livelli di traspirazione nei periodi critici; oltre a ciò il fragno sospende ogni forma di accrescimento nel periodo di siccità. Altra specie molto diffusa è la roverella; sporadica è la presenza di cerri, rintracciabili all’estremo confine occidentale del territoro; rari l’acero minore e il ciliegio selvatico. Fra gli arbusti sono presenti il pruno, il terebinto, il biancospino, la fillirea, la rosa canina, il caprifoglio, il pungitopo e l’asparago. Lo strato erbaceo è molto ricco di specie. Fra queste sono di grande interesse in quanto rare ed in pericolo di estinzione le numerose specie di orchidee.

Altre formazioni naturali presenti nell’agro gioiese sono la macchia gariga e il pascolo steppico. La prima caratterizza un paesaggio piuttosto brullo, in cui si trovano formazioni cespugliose isolate, talvolta impenetrabili. Fra le specie predominanti vi sono il perastro, il terebinto, la fillirea, il biancospino, il prugnolo e il rovo, lo smilace e la clematide. Il pascolo steppico caratterizza un paesaggio del tutto brullo, dominato dalla nuda roccia. Sporadica è la presenza di piccoli alberi. Fra le essenze erbacee prevalgono le terofite, come asfodeli e scille. Il pascolo, molto praticato nell’agro gioiese, svolge un ruolo determinante nel provocare il degrado dal bosco alla macchia gariga fino al pascolo steppico.

Fauna

L’ambiente gioiese, prevalentemente pseudo-steppico, costituisce l’habitat di numerose specie faunistiche. Tra i rettili e gli anfibi vi sono il trifone italico, il rospo smeraldino, il ramarro, il geco kotschy e la vipera. Fra i mammiferi, invece, prevalgono volpi, faine, lepri e ricci. La presenza, soprattutto in primavera, di insetti attira in queste aree un numero considerevole di specie di uccelli (oltre ottanta specie). Fra i rapaci menzioniamo la poiana, il lanario, il biancone, il gheppio, ma soprattutto il falco naumanni, meglio noto come falco grillaio, un piccolo rapace diurno dalle abitudini gregarie. Raro in Europa, esso è presente con colonie molto numerose in Puglia e in Basilicata, tanto da diventare la specie simbolo dell’Alta Murgia, una specie, purtroppo, a rischio di estinzione. La sua presenza nell’ambiente murgiano è legata alla grande quantità di ortotteri (grilli e cavallette), di cui il grillaio si nutre, presente nella zona. Una caratteristica peculiare della specie consiste nel costruire i propri nidi nelle abitazioni dei centri storici, mentre i dormitori delle singole colonie sono localizzati su grandi alberi, di solito conifere, all’interno degli stessi centri urbani. Il territorio di Gioia del Colle ospita una piccola colonia di circa 250 individui. Il falco arriva in paese nel mese di marzo e vi rimane fino a settembre, quando i nuovi nati sono ormai pronti e migrare verso ambienti più caldi.

Economia

Fino agli anni Settanta del XIX sec. l’economia gioiese si basava esclusivamente sul settore primario (uliveti, vigneti e seminativi erano le coltivazioni principali) e sul commercio dei prodotti locali. In particolare il vino primitivo, la cui pianta era stata introdotta nell’agro gioiese alla fine del XVIII sec. da don Francesco Filippo Indellicati, riscosse un grande successo sul mercato estero, soprattutto francese. A partire dall’ultimo ventennio dell’800 l’intensificarsi dell’attività agricola stimolò la creazione di industrie legate alla trasformazione dei prodotti agrari. In tale periodo, a causa dell’applicazione delle misure protezionistiche del 1887, l’esportazione vinicola subì un forte calo e la nascente industria enologica entrò in crisi. Fu a questo punto che alcuni viticoltori gioiesi, fra cui il cav. Paolo Cassano, pensarono di distillare le ingenti quantità di vino rimaste invendute, per produrre cognac e bevande alcoliche. Nacque così il più famoso dei liquori prodotti dalle distillerie gioiesi, il Fides Cognac Italiano, subito apprezzato all’estero per le sue qualità organolettiche.

Accanto al settore della distillazione, un altro comparto significativo nell’economia gioiese a partire dalla fine dell’800 fu quello molitorio, la cui affermazione fu favorita sia dalla ripresa della cerealicoltura, dovuta alla conversione colturale attuata da numerosi agricoltori per sfuggire alla crisi vinicola del 1887, sia al progresso tecnologico, che creò un più efficiente sistema di macinazione, il cilindro automatico che sfruttava l’energia a vapore. In tale settore si distinse per la sua efficienza e la sua elevata produttività il Molino Excelsior, la cui struttura è ancora oggi visibile sulla strada provinciale per Santeramo.

Altri comparti rilevanti nella prima metà del XX sec. a Gioia furono quello pastario, quello tessile (lanificio Lattarulo) e quello lattiero-caseario, che annoverava nel 1936 dodici aziende.

Attualmente fra i settori trainanti dell’economia gioiese c’èquello agroalimentare-caseario legato alla trasformazione dei prodotti agricoli. Le coltivazioni più importanti sono quelle vitivinicole, cerealicole e olivicole; sviluppato è anche l’allevamento, soprattutto di bovini e avicoli. A Gioia si producono pregiati vini Doc: Gioia del Colle rosso, bianco, primitivo e aleatico; ricavati dai vitigni: Trebbiano, Montepulciano, Sangiovese, Negroamaro, Malvasia, Primitivo e Aleatico. Inoltre nel comune è stato costituito un consorzio vinicolo, che attualmente associa 35 produttori (in origine c’erano solo 4 associati).
In ambito caseario i prodotti gioiesi, in particolar le mozzarelle “fior di latte”, si sono imposti sui mercati di tutta Italia ed anche su quelli esteri. Gioia conta una trentina di caseifici che possiedono per la maggior parte un negozio alimentare direttamente in azienda. Azienda leader del settore è il caseificio Capurso S.p.a.

Segue il comparto manifatturiero, rappresentato dall’industria meccanica e dalla produzione di cementi. Azienda leader in tale settore è la Ansaldo Caldaie, ex Termosud, che è il principale costruttore italiano di caldaie a vapore; un’altra grossa azienda è la Gallo Tubi e Cementi.

Di fondamentale importanza è il settore terziario, con le numerose attività e servizi gravitanti intorno a due importanti poli: l’Ospedale Paradiso e l’aeroporto militare (base Nato), cui è annesso il Villaggio Azzurro con circa 1.500 abitanti.

La ricettività turistica del paese poggia su tre alberghi per un totale di circa 125 posti letto, a cui si aggiungono alcuni agriturismi e B&B . Gioia ha delle grosse potenzialità in questo settore in quanto rappresenta geograficamente un punto strategico di passaggio, dal momento che dista circa 30-40 km da grossi centri come Matera e Bari. Un potenziale campo di intervento strategico nel comune di Gioia è costituito dai servizi alle imprese (terziario avanzato), basati su tecnologie avanzate ICT.
Il comune di Gioia del Colle nel 2004 ha prodotto un valore aggiunto totale pari a circa 420 milioni di euro. Circa il 60% di tale valore si deve al terziario, mentre il restante proviene principalmente dal settore industriale (28,9%), tanto da porre il paese al quinto posto fra i comuni più industrializzati della Terra di Bari. La quota di competenza del comparto agricolo risulta anch’essa significativa (11%), pertanto Gioia del Colle si conferma uno dei comuni baresi a più elevato peso agricolo.
Le aziende gioiesi sono prevalentemente a carattere artigiano (47%); il 26,5% è invece di tipo industriale (prevale la produzione dei derivati del latte). Consistente è anche la percentuale degli esercizi commerciali, pari al 20,6. Il terziario avanzato è presente per il quasi 6%. La dimensione aziendale si presenta varia. La più ricorrente è quella con un numero di addetti inferiore a 10, presente per il 47%; nella classe da 10 a 19 e da 20 a 49 addetti si concentra, in ugual misura, il 23,5% delle aziende. Circa il 6% è costituito da imprese che contano oltre 50 addetti, esclusivamente industriali.
La forza lavoro totale è di oltre 9.000 persone (33,5% della  popolazione residente), di cui quasi il 60% risulta occupato nel settore terziario, più del 30% nell’industria e più del 10% nel primario, in linea con le caratteristiche già emerse dal valore aggiunto per settore.

Vino primitivo

Vanto gastronomico di Gioia del Colle sono il Vino Primitivo, che nel maggio del 1987 ha ottenuto il marchio DOC, e la mozzarella “fior di latte”.

La coltivazione della vite e la produzione del vino nel territorio di Gioia del Colle sono attestate già in epoca molto remota, a partire  dall’VIII sec. a.C., come è testimoniato dai numerosi ritrovamenti di materiale vascolare (destinato a contenere vino) nella zona archeologica di Monte Sannace. Ma è verso la fine del XVIII sec. che il primicerio Filippo Francesco Indellicati, dopo accurate ricerche, selezionò un vitigno a maturazione precoce, che denominò appunto “Primativo” e che impiantò nell’agro gioiese in contrada Liponti. La caratteristica principale di tale vitigno è quella di germogliare con notevole ritardo rispetto ad altri vitigni (evitando così i danni delle gelate primaverili) e di portare a compimento il proprio ciclo vegetativo in un tempo relativamente breve, prima del sopraggiungere delle brinate e delle piogge autunnali. Per questi motivi esso ben si adatta ai terreni collinari murgiani, argillosi e calcarei, alle lame e ai pianori ad una altitudine che va da 250 fino a 350-500 metri sul livello del mare. In onore di don Francesco Indellicati, nel maggio 2004, l’Amministrazione Comunale di Gioia del Colle ha eretto una stele nel luogo in cui don Francesco impiantò il primo vigneto di Primitivo. Si tratta di un monolito, su cui sono scolpiti alcuni versi di una poetessa gioiese, la professoressa Nunzia Bianco Sala, che inneggiano al Primitivo e al suo selezionatore.

Dal vitigno primitivo (adoperato per almeno il 60%) si ottiene un vino, chiamato Primitivo o Primativo, caratterizzato da un colore rosso rubino intenso tendente al violaceo e all’arancione con l’invecchiamento e da un sapore fruttato di ciliegia, amarena e prugna, con un retrogusto di mandorlato. Ha una gradazione minima di 14°, va servito alla temperatura di 18°C e ben si accompagna a ragù, carni rosse arrosto e al forno e a formaggi stagionati.

Mozzarella “fior di latte”

Gioia del Colle è famosa, oltre che per la produzione di vino primitivo, per quella della mozzarella “fior di latte”, un latticino fresco a pasta filata prodotto con latte vaccino e precisamente di bovino podalico. Le origini di tale prodotto risalgono all’incirca al XVI sec., quando nelle masserie murgiane si cominciò a produrre questo formaggio, allora riservato a padroni ed ammalati.

Ad un intraprendente commerciante gioiese, Clemente Milano, gestore del bar accanto alla stazione ferroviaria, va ascritto il merito di aver fatto conoscere e di aver reso famose le mozzarelle gioiesi oltre i confini locali. Nel 1910 cominciò a produrre in proprio mozzarelle per il suo bar, ma soprattutto ebbe la geniale idea di organizzare la vendita ambulante di questo prodotto durante le soste dei treni in arrivo e in partenza da Gioia del Colle e successivamente sui treni stessi. Il viaggiatore veniva dunque accolto dall’invito: “Mozzarelle…mozzarelle fresche di Gioia del Colle!”, pronunciato ad alta voce dai venditori ambulanti alla stazione e sui treni. Fra i primi del ‘900 e gli anni ’50 nascono a Gioia vari caseifici, i cui capiscuola sono: Romano, Sisto, De Bellis, Masi, Perniola, Guida, Girardi, Ripa, Liuzzi e i fratelli Capurso.

Attualmente nel territorio gioiese operano oltre 20 caseifici di varie dimensioni, che hanno fatto di Gioia del Colle la “culla della produzione casearia regionale”, come ha ben riconosciuto il dott. Erasmo Pastore, accademico gioiese di grande fama. Fra i vari caseifici, si distingue per le sue dimensioni industriali il caseificio dei fratelli Capurso, che è divenuto leader nella produzione della cosiddetta “Mozzarella Gioiella”, marchio che garantisce alta qualità riconosciuta anche a livello comunitario con il bollino CEE n°16/001. Oltre alla mozzarella Gioiella, il caseificio produce e vende sull’intero territorio nazionale una ampia gamma di prodotti caseari, qualiscamorze fresche e affumicate, burro, ricotta fresca, stracciatella, bocconcini alla panna, burrate, manteche, formaggio fresco e provoloni stagionati.

Alla regina dei latticini è dedicata una sagra che si svolge nel mese di agosto e che prevede la realizzazione dal vivo della mozzarella fior di latte e la sua degustazione presso i vari stends allestiti dalle ditte casearie gioiesi.

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