di la Redazione
Il consiglio comunale ha dato l’ok al nuovo Piano Sociale di Zona, la regolamento per la valorizzazione e la tutela delle botteghe storiche, ma soprattutto all’elenco annuale delle opere pubbliche ed al bilancio. Data la complessità degli argomenti all’ordine del giorno, ai quali erano aggiunti altri di minore peso, è facilmente immaginabile quanto lunga e complessa sia stata la discussione. D’altronde, ormai siamo abituati a pensare che convocare un consiglio comunale al mattino, come in questo caso, sia sintomatico del fatto che le discussioni andranno avanti sino a notte fonda. Mezzanotte e mezza per la precisione.
Probabilmente la causa di questo protrarsi della discussione per oltre dodici ora sia legata in parte alla mancanza di coesione su alcuni argomenti, da cui poi la necessità di emendare, emendare gli emendamenti oppure votare gli stessi, senza che alla fine si avesse un quadro ben preciso di quale fosse l’oggetto di discussione. In particolar modo questo è accaduto nel corso della discussione del punto relativo all’approvazione del regolamento per la tutela e la valorizzazione delle botteghe storiche e degli esercizi tradizionali di Gioia.
A fronte di un regolamento messo a punto dalla commissione presieduta da Vincenzo Lamanna e di concerto con l’assessore al commercio Giacinto Donvito che prevede diverse novità, non sono mancati scontri, anche all’interno della stessa maggioranza. L’applicazione di questo regolamento prevede l’ampliamento dello status di bottega storica a tutti gli esercizi anche al di fuori del centro storico, posto che per bottega storica si intenda quell’attività commerciale che duri da almeno quaranta anni e che abbia arredi e caratteristiche di particolare interesse storico-architettonico. E’ prevista per questo tipo di attività una riduzione del 50% di Tosap e Tarsu, l’applicazione dell’aliquota minima dell’ICI e l’abbattimento dell’80% dei costi sulla pubblicità.
Superato questo scoglio l’argomento importante da sottoporre all’attenzione dell’assise e del poco pubblico presente, considerata l’ora, è stato quello dell’adozione del piano triennale e dell’elenco annuale dei lavori pubblici prima e successivamente l’approvazione del bilancio annuale di previsione dell’esercizio finanziario e di quello pluriennale. Presenti per entrambi gli argomenti, i revisori dei conti, i quali avevano in entrambi i casi espresso parere favorevole ai programmi.
In particolar modo per quel che riguarda i lavori pubblici l’attenzione maggiore è puntata sulle grandi opere che si ha in progetto di realizzare e per le quali non sono mancate critiche dall’opposizione: il centro intermodale, la creazione di un’area mercatale, la riqualificazione urbana di Piazza Plebiscito e del palazzo dell’INPS, il restauro del cimitero monumentale e l’ampliamento della zona nuova. Approvato questo punto si è passato al bilancio. Il consigliere Bradascio esce dall’aula dopo l’ennesima lite con il vice presidente del consiglio Vincenzo Lamanna. La discussione prosegue, la maggioranza aveva tutti i numeri per approvare il bilancio e lo ha fatto.
"L'urgente bisogno di approvare il Bilancio di Previsione 2010 da parte dell'amministrazione, è a mio avviso una irresponsabilità sulla gestione della cosa pubblica. Se i termini di approvazione del Bilancio, da parte del Ministero,, sono slittati al 30 Aprile 2010 vuol dire che ci sono state fondate motivazioni e pertanto in assenza dei trasferimenti e delle spettanze non è consigliabile impostare un Bilancio. Non esiste inoltre allo stato, la circolare esplicativa che disciplina il patto di stabilità interno, che ritengo sia di fondamentale importanza per l'approvazione del Bilancio. Non comprendo su quali basi siano stati dati i pareri di congruità e veridicità del Bilancio disciplinato da norme legislative e dal regolamento di contabilità.
Non mi meraviglio di questi spregiudicati comportamenti, in quanto questa amministrazione in maniera improvvisata programma il piano esecutivo di gestione e spesso e volentieri ricorre a ratifiche a variazioni di bilancio sostituendosi ai compiti del Consiglio Comunale.
Decidere inoltre di discutere il Bilancio e il Piano Triennale delle Opere Pubbliche alle ore 22.00 e dopo 10 ore di Consiglio Comunale la dice lunga sull'importanza e la partecipazione che questo Sindaco ha voluto dare ad un Bilancio che ha sempre affermato di impostarlo sulla partecipazione attiva dei cittadini e sulla corresponsabilità delle minoranze. Ciò malgrado, volevo dare un costruttivo contributo alla discussione del Bilancio, ma ancora una volta, mi è stato ultimato il tempo del mio intervento che avevo a disposizione.
L'ennesimo comportamento scorretto del Consigliere Lamanna seduto alla Presidenza che mi ha impedito di completare l'intervento e il mancato rispetto ad un consigliere che deve rappresentare le esigenze dei cittadini ed eseguire l'azione di controllo sulla gestione della maggioranza mi ha messo nelle condizione di mettere agli atti gli appunti del mio intervento e abbandonare l'aula come segno di protesta".
Dichiarazioni del consigliere Tommaso Bradascio