di la Redazione
Proseguono i momenti di avvicinamento ai festeggiamenti per il Santo Patrono. Come secondo appuntamento il comitato festa patronale ha scelto di raccontare come sia cambiato nel corso del tempo il culto di San Filippo, il tutto grazie alla carrellata di aneddoti e racconti fatta dal professor Tonino Vasco.
“I racconti che giungono a noi dal passato, spiega Rosanna D’Aprile, narrano della cerimonia della consegna delle chiavi così come dell’abitudine di addobbare i balconi al passaggio del Santo. Una bella tradizione, invece, ormai persa, era legata al passaggio del Santo davanti alla casa di una signora nobile gioiese come ringraziamento per le cospicue offerte che la stessa ogni anno faceva. In passato, prosegue, la festa patronale era la festa più importante dell’anno che faceva convogliare a Gioia sia coloro che abitavano in città ma anche coloro che abitavano in campagna e c’era l’attesa. Era un momento di aggregazione molto forte che nulla aveva a che vedere con le bancarelle o con il luna park ma che atteneva proprio alla volontà di andare in Chiesa, inchinarsi dinanzi al Santo e pregarlo. San Filippo è da sempre stato un Santo molto amato dai gioiesi, il culto è molto forte e non solo nei giorni dei solenni festeggiamenti”.
San Filippo tra tradizione, ma anche innovazione. Negli ultimi anni infatti i festeggiamenti in onore del Santo hanno subito dei cambiamenti. “Negli ultimi quattro anni, prosegue Rosanna D’Aprile, la festa ha vissuto delle metamorfosi, il fatto stesso che la processione ora venga svolta di pomeriggio e la consegna delle chiavi in Piazza, un luogo non vicinissimo alla Chiesa Madre ma che ha di sicuro permesso a molto gente di prendervi parte. Momenti questi che riproporremo anche quest’anno. Abbiamo, invece, pensato di anticipare la Messa solenne del 26 maggio al mattino e non prima della processione perché viene penalizzato molto il momento liturgico per organizzare al meglio la processione”.
Il comitato muove dunque i primi passi importanti per delineare quella che sarà la festa di quest’anno, preceduta da altri momenti significativi per tutta la comunità gioiese: il primo il prossimo 19 marzo con il falò di San Filippo. Tra le fanove che riscalderanno Gioia nella sera di San Giuseppe, in via Michele Petrera ci sarà anche quello del comitato festa patronale. Il 16 aprile, invece, la statua del Santo farà visita in processione alla Parrocchia di San Vito sino al 16 maggio quando sarà riportata in Chiesa Madre ed il giorno successivo, invece, avrà inizio la novena. Nei primi giorni di maggio, invece, i devoti del Santo saranno a Roma per un pellegrinaggio, alle reliquie di San Filippo. Il terzo giorno, il 9 maggio, sarà un momento di ritrovo per i gioiesi che vivono a Roma, del comitato festa patronale, del popolo gioiese con i suoi amministratori. Ci sarà la visita nelle stanze di San Filippo Neri e poi la Messa con l’omaggio floreale al Santo e la presenza della nostra banda anche all’interno della Chiesa.
“Quest’anno, ha concluso Rosanna D’Aprile del comitato festa patronale, la preoccupazione di molti gioiesi è che la crisi economica non intacchi l’organizzazione della festa. Noi stiamo facendo tutto il possibile, ma quest’anno abbiamo anche voluto chiedere proprio ai gioiesi una maggiore partecipazione. Lo abbiamo fatto affiggendo sui portoni dei condomini un messaggio attraverso il quale abbiamo chiesto alla cittadinanza tutta di rendersi protagonista nell’organizzazione dei festeggiamenti e va detto che in tal senso molta gente ha già risposto. E noi del comitato la ringraziamo”.