Rossana Novielli
di Rossana Novielli
rubrica del 13 marzo 2009

La puglia di Plinio

di Rossana Novielli

Il vino pugliese era già presente sulle tavole imbandite della Roma Antica come raccontano nei loro scritti Tibullo, Plinio il Vecchio e Orazio che ne decantano il profumo, il sapore e il colore.

Plinio il Vecchio ricordava nel suo Naturalis Historia che l'Apulia produceva vini che "non carent gloria", non mancano di gloria.

L'uva di Troia, il ombino, la verdeca, il bianco d’Alessano, il primitivo, il negroamaro, la malvasia, l’aleatico, e i più dimenticati sussumaniello e ottavianello, danno origine al nostro “merum” che dal latino in forma dialettale chiamiamo “mjere”, vino puro, genuino.

La nostra terra argillosa, calcarea, e tufacea fa da tappeto alla natura che se ne serve per creare le condizioni ideali alla coltivazione di questi vitigni.

Eppure, ci sono ancora tanti pregiudizi rispetto alla qualità dei nostri vini. Si pensa, infatti, che siano per la maggior parte vini da taglio, come del resto è stato nel periodo post-fillossera.

In realtà, la trasformazione qualitativa avviata decenni orsono, ha attuato una vera e propria rivoluzione della produzione viticola pugliese introducendo nuovi vitigni, soprattutto internazionali, come lo chardonnay, il merlot, il cabernet sauvignon; aggiungendo alle tradizionali forme di allevamento, altre nuove, più produttive.

Ma, che si tratti di alberello, guyot, tendone o spalliera, la vite in Puglia dà i suoi frutti al meglio, in armonia con il territorio e il suo ecosistema.

La terra produce vini di gran corpo. Rossi maestosi, rosati fruttati, bianchi vellutati, riconducibili a diverse zone della regione attraverso venticinque Denominazioni d’Origine Controllata e numerosi altri vini Igt o da tavola. Molti di questi,hanno ottenuto riconoscimenti importanti e premi prestigiosi.
Tra l’altro, non dimentichiamo che la Puglia è stata la prima regione in Italia a produrre vini rosati, noti tra i migliori al mondo.

Insomma possiamo dire che oggi i nostri vini sono degni di competere sul mercato internazionale. L’unica cosa che a volte ci rende diversi è la determinazione.

Altrove in Italia, e mi limito a fare l’esempio in viticoltura, i vini regionali sono esaltati e vantati. La difesa delle proprie origini e l’attaccamento alle tradizioni, il riconoscimento delle proprie identità culturali sono vessillo e orgoglio degli abitanti.

Per questo il nostro essere pugliese, appartenente a un luogo ricco di storia e fascino, l’amore per le proprie radici ma soprattutto la conoscenza e la consapevolezza delle nostre risorse devono essere motivo di crescita, e farci ambasciatori della nostra terra imparando a valorizzare e a sostenere chi la rappresenta.

Adesso cerchiamo di conoscere meglio le DOC riconosciute alla Puglia.

Nella provincia di Bari abbiamo:

Aleatico di Puglia
Prodotto in tutta la Puglia dal vitigno omonimo. Prevede un vino dolce naturale, liquoroso con invecchiamento di due anni, e riserva con invecchiamento di tre anni.
Abbinamento ideale: a fine pasto con la tipica pasticceria pugliese, o come vino da meditazione.

Gioia del Colle
Ricopre il territorio di Gioia del Colle e una vasta area che comprende numerosi comuni della provincia di Bari: Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Altamura, Casamassima, Cassano delle Murge, Castellana Grotte, Conversano, Grumo Appula, Noci, Putignano, Rutigliano, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle, Turi.

Si produce in diverse versioni: bianco, con uve di Trebbiano Toscano; rosso e rosato con uve primitivo, malvasia nera, montepulciano, sangiovese e negroamaro; Rosso riserva con uve primitivo in purezza e invecchiamento di due anni; Aleatico con Aleatico all'85%.

Gravina
Comprende i comuni di Gravina, Poggiorsini e parte dei comuni di Spinazzola e Altamura.
E' una DOC che produce solo vini bianchi utilizzando uve malvasia, greco di Tufo e bianco d'Alessano con possibilità d’inserimento di trebbiano toscano, bombino bianco e verdeca. Se ne produce anche una versione spumante.

Locorotondo
Parliamo dei comuni di Locorotondo, Cisternino e alcune zone del comune di Fassano.
Rappresenta il vino bianco più bevuto della Puglia e facilmente reperibile anche in altre regioni; è prodotto con verdeca, bianco d'Alessano e possono concorrere fiano, bombino e malvasia toscana.
Abbinamento: primi piatti leggeri e formaggi teneri e delicati.

Rosso Canosa
DOC del solo comune di Canosa di Puglia. E' preparato nella tipologia rosso con uva di Troia, montepulciano e sangiovese.
E’ prevista anche la versione riserva, invecchiata due anni.

Provincia tra Bari e BAT:

Castel del Monte
Comprende il territorio del comune di Minervino Murge e parte dei comuni di Andria, Corato, Trani, Ruvo, Terlizzi, Bitonto, Paolo del Colle e Toritto.

Prodotta in diverse tipologie, utilizza i vitigni: pampanuto, chardonnay, sauvignon, bombino bianco, bombino nero, pinot nero, aglianico, uva di Troia.

Moscato di Trani
Comprende il comune di Trani e una vasta aera attorno alla provincia di Bari e Foggia.
Prodotto nella versione bianco dolce naturale, o passito, da uve moscato bianco, chiamato moscato di Trani o moscato reale.
Abbinamento: pasticceria locale, specialmente a pasta di mandorle.

Rosso Barletta
Ricopre il territorio dei comuni di Barletta, Trinitapoli, San Ferdinando e parte di Adria e Trani. Il vino è rosso prodotto con uva di Troia e montepulciano, sangiovese. E’ prevista la versione riserva.
Abbinamento: primi piatti al ragù e carni rosse.

Provincia di Foggia:

Cacc'e' mmitte di Lucera
Ricopre i comuni di Lucera, Troia e Biccari. Il nome di questo vino trae origine da un’espressione dialettale e da un’antica tecnica di produzione.
La vinificazione avveniva nelle cantine attrezzate per la pigiatura: il vignaiolo affittava il palmento, un fabbricato dove avveniva la vinificazione, per l'intera giornata e dopo aver completato le operazioni di pigiatura lasciava il posto a un altro affittuario, portando il mosto nella propria cantina.

Da questa formula deriva la locuzione cacc'e mitte, ossia "cacce", caccia fuori dal palmento il mosto ottenuto, e "mitte", metti nel palmento vuoto l'uva di un altro vignaiolo.

Si produce nella versione rosso, con uve di uva di Troia, sangiovese e malvasia nera di Brindisi, trebbiano toscano, malvasia del Chianti e bombino bianco.

Rosso Cerignola
Prodotto nella zona dei comuni di Cerignola, Stornara e Stornarella.
In versione rosso con uva di Troia, negroamaro, sangiovese, barbera, montepulciano, malbek e trebbiano toscano. Anche in versione Riserva.

Provincia di Taranto:

Primitivo di Manduria
Comprende diversi comuni in provincia di Taranto e di Brindisi.
Prodotto nelle versioni: rosso, dolce naturale, dolce naturale liquoroso e liquoroso secco, solo da primitivo 100%.

Lizzano
Comprende i comuni di Lizzano e Faggiano.
E’ prevista una versione bianca con trebbiano toscano, chardonnay, pinot bianco, malvasia bianca lunga, sauvignon e bianco d'Alessano.
Abbinamento: formaggi, zuppe leggere e di pesce.

La versione rosato, rosso e superiore comprendono, in percentuali variabili, i vitigni: Negroamaro, Montepulciano, Sangiovese, Pinot nero, Bombino nero, Malvasia nera di Lecce.
Abbinamento: formaggi affumicati e carni al forno.

Martina Franca o Martina
Comprende i comuni di Martina Franca, Alberobello e parte di Ostuni e Ceglie Messapica.
E’ un vino bianco prodotto da verdeca, bianco d'Alessano e minime percentuali di fiano, bombino e malvasia Toscana.

Orta Nova
Comprende i comuni di Orta Nova, Ordona e parte di Ascoli Satriano, Manfredonia e Carapelle.
Produce vino rosato e rosso prodotto principalmente con sangiovese, e in parte con uva di Troia, montepulciano, lambrusco Maestri, e trebbiano toscano.

San Severo
Comprende i comuni di San Severo, Torremaggiore e San Paolo Cividade.
Prodotto nelle tipologie: bianco e spumante con bombino bianco, trebbiano toscano; rosato e rosso con montepulciano e sangiovese.

Ostuni
Comprende i comuni di Ostuni, Carovigno, S.Michele Salentino, San Vito dei Normanni.
Esistono due tipologie: bianco, prodotto con uve impigno, francavilla, bianco d'Alessano e verdeca; Rosato, prodotto con ottavianello e piccole percentuali di negroamaro e sussumaniello.

Brindisi
Comprende i comuni di Brindisi e Mesagne.
Prodotto nelle versioni: rosato, rosso e rosso riserva con uve negroamaro, malvasia nera di Brindisi, sussumaniello, montepulciano e sangiovese.
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Abbinamenti: il rosso, con carni bianche e formaggi stagionati; il riserva, con arrosti e formaggi più forti; il rosato con minestre e formaggi freschi.

Provincia di Lecce:

Alezio
Prodotto nelle tipologie rosato, rosso e riserva con i vitigni: negroamaro, e aggiunta in piccole percentuali di malvasia nera di Lecce, sangiovese e montepulciano.
Abbinamento: il rosso con sughi al ragù e carni bianche; il riserva con arrosti e carne ovina; il rosato, con impasti a base di uova e salumi.

Copertino
È prodotto nelle versioni rosato, rosso e rosso riserva con uve negroamaro (70-100%), malvasia nera di Brindisi e Lecce, montepulciano e sangiovese.

Il rosato è consigliato con formaggi freschi, funghi e pesce magro in umido, mentre la versione rosso con formaggi stagionati, minestre asciutte e carni bianche.

Galatina
E’ la doc più recente della Puglia, comprendente il territorio nei comuni di Galatina, Aradeo, Seclì, Cutrofiano, Neviano, Collepasso e Sogliano Cavour.
Prodotto nelle tipologie bianco secco e frizzante con lo chardonnay; rosato, rosato frizzante, rosso e rosso novello con negroamaro per il 65% e altri vitigni raccomandati e autorizzati nella provincia di Lecce.

Leverano
Le tipologie sono: bianco, anche vendemmia tardiva, con malvasia bianca con possibilità di inserimento di bombino bianco; rosato e rosso con vitigno negro amaro, malvasia nera di Lecce, sangiovese, montepulciano e malvasia bianca non superiore al 10%.
Prevista la versione rosso riserva.

Matino
Ricopre il comune di Matino e parte dei comuni di Gallipoli, Parabita, Alezio, Tuglie, Taviano e Casarano.
Si producono le versioni: rosato e rosso con uve negroamaro, malvasia nera e sangiovese.

Nardò
Comprende i comuni di Nardò e Porto Cesareo.
Prodotto in versione: rosso, rosato e riserva con uve negroamaro, malvasia nera di Brindisi, malvasia nera di Lecce e montepulciano.


Salice Salentino
Forse la Doc più conosciuta altrove insieme al Primitivo di Manduria, ricopre l'intero territorio dei comuni, in provincia di Lecce, di Salice Salentino, Veglie e Guagnano e, in provincia di Brindisi, di San Donaci e San Pancrazio Salentino.
Sono previste sei tipologie di produzione: bianco da uve chardonnay, pinot bianco; rosato e rosso anche riserva da uve negroamaro, Malvasia nera di Brindisi, Malvasia nera di Lecce; aleatico dolce e liquoroso da uve aleatico, negroamaro, malvasia nera, primitivo.

Squinzano
Doc relativa ai comuni di Squinzano, Torchiarolo, Novoli San Pietro Vernotico e parte dei comuni di Cellino San Marco, Trepuzzi, Campi Salentina e Surbo.
E' prodotto nelle versioni: rosato, rosso e rosso riserva se invecchiato due anni. Le uve di provenienza sono: negroamaro, malvasia di Brindisi e Lecce, sangiovese.

Abbinamento: formaggi mediamente stagionati, pesce in guazzetto e torte salate.

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