Rossana Novielli
di Rossana Novielli
rubrica del 20 febbraio 2010

Eno - tour: La Sicilia

Le numerose aziende vitivinicole locali, valorizzano il territorio siciliano con una produzione notevole di vini di qualità ricavati in particolar modo da vitigni autoctoni.

Qualche tempo fa ho accennato all’Enografia, cioè all’elencazione e alla descrizione dei vini in base alla produzione in una data zona, parlando dei vini di Puglia.
Oggi pensavo di riprendere l’argomento per introdurre un ciclo di articoli a tema: percorrere l’Italia attraverso un “tour virtuale” in chiave enografica, e conoscere le innumerevoli realtà vinicole della nostra meravigliosa penisola.

Mi piacerebbe cominciare questo percorso partendo dal Sud, che seppur bistrattato continuamente da politiche economiche e agricole contratte, è sempre stato madre di terre fertili che oggi si possono dire riscattate e competitive sul mercato al pari del Centro-Nord.

Siamo in Sicilia, regione incantata e fascinosa che si mostra, sotto il profilo enogastronomico, dalle antiche radici elleniche.
Infatti, i Greci, così come i Romani, dettero notevoli sviluppi alla coltivazione delle vigne la quale si arrestò nel periodo di dominazione araba per le note proibizioni coraniche in materia di alcol.

Particolare slancio, e da allora potremmo dire sempre crescente in campo enologico, si ebbe con i vini marsala, “scoperti” per così dire da mercanti Inglesi nel XVIII Secolo.

Oggi, le numerose aziende vitivinicole locali, valorizzano il territorio siciliano con una produzione notevole di vini di qualità ricavati in particolar modo da vitigni autoctoni come il Nero d’Avola, il Frappato, il Grillo, il Catarratto, l'Inzolia, lo Zibibbo, ma anche con vitigni internazionali, come Chardonnay, Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah, comformantisi in maniera incredibile alle caratteristiche microclimatiche del territorio che ne hanno quasi modificate le originali peculiarità.

Da queste unioni perfette nascono chardonnay sapidi e morbidi, dall’elevato grado alcolico, che mantengono il proprio corredo organolettico intatto, come l’inconfondibili e sofisticati floreale e fruttato.
I vini siciliani sono in rapida ascesa in fatto di qualità e sempre più spesso reggono confronti impensabili fino a qualche tempo fa.

La Sicilia ha un comparto di ben ventidue vini DOC e un vino DOCG recente, il Cerasuolo di Vittoria che comprende parecchi comuni in provincia di Ragusa, di Caltanissetta e di Catania.
Il Cerasuolo di Vittoria nella tipologia attuale nasce nel 1606, quando fu fondata la città di Vittoria: la sua fondatrice Vittoria Colonna Henriquez, infatti, regalò in quell'anno ai primi settantacinque coloni, un ettaro di terreno a condizione che ne coltivassero almeno uno a vigneto.
Ci troviamo nella zona sud della Sicilia, ricca di storia enologica greca e romana, una terra sabbiosa e calcarea dal quale si produce, dal 70% Nero d'Avola e dal 30% al 50% di Frappato, un vino il cui colore ricorda quello delle ciliegie tipiche di queste parti, quasi violaceo, che all’olfatto sviluppa un sentore da floreale a fruttato.
Nei vini invecchiati può tendere anche a note sensoriali di prugna secca, cioccolato, cuoio, tabacco, mentre al gusto è secco, pieno, morbido, armonico.
La bontà di questo vino è la facile bevibilità perché non è eccessivamente tannico né troppo acido, ma di una certa morbidezza.
Si abbina in modo eccellente con arrosti di carni bianche e rosse, brasati di manzo, selvaggina minuta allo spiedo e formaggi piccanti stagionati.

Incamminandoci nell’entroterra siculo, verso il centro dell’isola, troviamo la DOC Contea di Sclafani, prodotta in undici comuni della provincia di Palermo, Caltanissetta e Agrigento, in diverse tipologie, con vitigni autoctoni e internazionali, questi ultimi particolarmente eccelsi, tra cui gli chardonnay e i cabernet sauvignon.
Vini questi di grande pregio, di grande concentrazione e dal corredo aromatico intenso.
La Alcamo o Bianco di Alcamo DOC, rinomata per i suoi vini già nell' Ottocento, produce vini bianchi di moderata gradazione alcolica e freschi, ottenuti da Catarratto Bianco, Inzolia, Grillo e Grecanico.
La strada del vino Alcamo doc si snoda nel comprensorio di cinque comuni: Castellammare del Golfo, Se gesta, Scodello, Calatafimi e appunto, Alcamo.
E’ un’area che incanta per il fascino dei luoghi e la ricchezza del patrimonio storico e culturale.

Gli amanti della natura possono trovarvi ambienti selvaggi e incontaminati: dalla riserva dello Zingaro alle acque cristalline di Scodello.
Gli appassionati di storia e archeologia possono fermarsi, ad esempio, a Se gesta nel tempio dorico del V secolo a.C. o nel teatro del III secolo a.C., eco di lontani miti.
I vini più rinomati per la vinificazione dell’Alcamo Doc sono le uve bianche Catarratto, Damaschino e Grecanico.
È questo un vino di moderata gradazione alcolica e leggermente acidulo, ottimo per antipasti e piatti di pesce.
La DOC Marsala è quella del vino più storico siciliano, associabile per similitudine con altri vini speciali come Porto, Sherry e Madeira.
Nel XVIII secolo gli Inglesi, per esportare questo vino in patria, al fine di stabilizzarlo lo modificarono aggiungendogli dell'alcol ed evitare così lo spunto acetico a causa del lungo viaggio.
Secondo il grado alcolico e della durata dell'invecchiamento si ha un Marsala Fine, Superiore, Superiore Riserva, Vergine o Soleras (con il metodo delle botti a caduta) e Soleras Stravecchio, invecchiato oltre dieci anni.
I vitigni che concorrono all'uvaggio del Marsala sono soprattutto Inzolia, Grillo, Catarratto Bianco Lucido e Pignatello, ai quali viene aggiunto sifone o mistella per l'alcolizzazione.

Il Marsala è un vino ricco e complesso.
In tutto il mondo è usato sia in cucina sia a tavola, come aperitivo o insieme al dolce, durante il pasto o in sostituzione del sorbetto, freddo, caldo o a temperatura ambiente.
A nord-est dell’isola c'è la realtà della DOC Malvasia delle Lipari, che copre l'arcipelago delle Eolie e dà vini bianchi aromatici dolci, passiti e liquorosi, dai vitigni Malvasia e Corinto Nero.
Nell'opera La vita errante, il grande romanziere francese Guy de Maupassant così descrive il vino Malvasia delle Lipari: “Sembra sciroppo di zolfo. È proprio il vino dei vulcani, denso, zuccherato, dorato e con un tale sapore di zolfo che vi rimane al palato fino a sera: il vino del diavolo”.
La Malvasia delle Lipari è un vino da meditazione che può essere degustato anche assieme a formaggi erborinati, a dolci tipici siciliani come la cassata e i cannoli, e alla pasticceria secca.
Va servito in piccoli calici che permettono la concentrazione dei profumi e degli aromi a una temperatura di 16 -18°C.

Analoghe caratteristiche organolettiche si trovano nella DOC Moscato di Pantelleria o Passito di Pantelleria, prodotto nell’isola omonima.
È in questo posto unico al mondo che il Moscato d’Alessandria diventa Zibibbo (dall'arabo "zebib" che significa "uva secca").
In questo meraviglioso ambiente, l’uomo ha coltivato eroicamente straordinari terrazzamenti affacciati sui bellissimi pendii dell’isola, sorretti da scenografici muretti a secco di pietra lavica.
Qui lo zibibbo si trasforma in quel gusto universale conosciuto nella mitologia greca come l’ambrosia degli dei, che inebriò Apollo facendolo innamorare della dea Tanit.
Alla temperatura di 10-12°C, bevuto a fine pasto, accompagnato dal dessert, è la chiusura ideale dei giorni speciali, in tutte le altre occasioni, servito con biscotti, alle mandorle o ai pistacchi, al burro o alle noci, diventa un perfetto compagno di meditazione e di riflessione, sorseggiato con gli amici, tra un formaggio erborinato e una pralina al cioccolato.

Una DOC recente è la Riesi. Comprende i comuni di Mazzarino, Butera e Riesi in provincia di Caltanissetta.
Da Inzolia e Chardonnay, si ottiene Il Riesi Bianco delicato e sapido, mentre da Nero d'Avola e Cabernet Sauvignon, la versione rossa.
Altre DOC di interesse minore sono Santa Margherita di Belice, Sciacca, Menfi, Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, di Trapani e Agrigento.
Anche qui ritroviamo il Grecanico, l'Inzolia, il Catarratto, ma anche lo Chardonnay nella versione bianco, Nero d'Avola, Cabernet Sauvignon e Merlot per il rosso.

Quando viaggiate cercate nei luoghi che visitate i vini del territorio.
Bevuti sul posto assumono un fascino diverso e sono la cornice migliore per i piatti tipici locali.
Il vino è vivo e come tale il terroir in cui si esprime al meglio è casa sua...

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