Rugby serie C femminile

Intervista a Marika Girardi

Marika, pilone della selezione femminile della rugby Club Granata

Altri Sport
Gioia del colle venerdì 04 maggio 2018
di Francesco Pavone
Selezione femminile della rugby Club Granata
Selezione femminile della rugby Club Granata © rugby Club Granata Gioia

La prima stagione agonistica, in serie C, della selezione femminile dell’ASD Rugby Club Granata Gioia si è chiusa positivamente ed a conclusione di questa esperienza abbiamo raccolto la testimonianza di Marika Girardi che gioca come pilone nel team granata.

Certamente è stata una annata positiva -esordisce Marika Girardi- la dinamica di crescita della squadra sia dal punto di vista tecnico e sportivo. Molte le risposte positive arrivate dal territorio anche perché il nostro gruppo è la modalità vincente di Gioia è stata una scommessa vinta dalle tante atlete che questanno si sono avvicinateritenendo di non essere in grado di impattare la disciplina del rugby in maniera positiva. Invece -spiega- si sono brillantemente e positivamente smentite sul campo.

Nella prossima stagione -prosegue- affiancate dalla impagabile società che ha creduto e crede in noi il movimento crescerà ulteriormente rafforzandosi per la prossima stagione. Ma oltre i contenuti sportivi e tecnici -sostiene Marika Girardi- ci sono quelli creatisi a livello umano sia sul campo che soprattutto ed in maniera inattesa e coinvolgente fuori dal campo siamo effettivamente una sola persona tutte lavorano, credono e sono unite per superare le difficoltà.

Le difficoltà di ognuna di noi sono le difficoltà di tutte e così le gioie ed i successi. Il rugby è una disciplina che fa crescere umanamente ti inculca -conclude Marika Giradi il rispetto per te stessa e per le compagne di squadra e le avversarie apparentemente è una disciplina di forza ed impatto ma questo è solo lapparenza la concreta vita da regbista è fatta come detto di rispetto e confronto pulito in campo e fuori ne è esempio il post gara il terzo tempo in cui lagonismo lascia il posto fra gli avversari alla conoscenza vera ed umana, che dura, oltre il campo di gioco.

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