Solidarietà al procuratore Colangelo, lettera del gruppo Grilli Bitontini -attivisti M5S

Grilli Bitontini LiveYou - Cronaca
Gioia del Colle - domenica 15 maggio 2016
Solidarietà al procuratore Colangelo, lettera del gruppo Grilli Bitontini -attivisti M5S

Dopo il ritrovamento presso l'abitazione di un boss di Gioia del Colle, del tritolo letale che sarebbe servito per ammazzare il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, il nostro gruppo esprime Solidarietà al magistrato attraverso questa lettera.

Dopo tante sue denunce e tanto suo impegno, non vediamo alcuna reazione da parte del popolo italiano. Il silenzio della società civile italiana, frutto anche di scarsa informazione, per noi Grilli Bitontini appare seriamente assordante.

Le inviamo allora, attraverso i giornali che vorranno pubblicarla, questa lettera per manifestare la nostra solidarietà.

La scuola che educa non basta, perché contemporaneamente i giovani ricevono stimoli, nell'ambiente in cui vivono, diametralmente di segno opposto.

E poi, è tutta la scuola che educa alla legalità o sono solo pochi insegnanti a farlo?

E' tutta la magistratura che si impegna in questo lavoro o solo pochi magistrati?

E' tutta la chiesa o solo qualche sacerdote?

Sono tutte le forze dell'ordine o solo qualche carabiniere e qualche poliziotto?

E' tutta la classe politica o una sporadica minoranza di questa?

E' tutta la stampa che denuncia o solo qualche giornalista?

E infine, quanti sono gli imprenditori e i commercianti che vogliono liberarsi dalla schiavitù di questo male ?

Falcone diceva che la mafia è un fatto umano e come tutti i fatti umani destinata a finire, ma per come siamo messi, ci sembra che non finirà mai perché la società civile è troppo indifferente di fronte ad un problema così grave, troppo educata a "farsi i fatti propri", arroccata nel proprio

clan-polis familiare , perché in essa la cultura della delega regna sovrana.

Delegare ad altri la soluzione dei problemi e non assumersi la responsabilità, costi quel che costi, ha come conseguenza il rimanere succubi di questa palla di piombo, una palla di piombo che non consente di migliorare le condizioni di vita della nostra terra così bella e così disgraziata.

Per essere popolo libero, bisogna avere consapevolezza e assumersi le proprie responsabilità.

La libertà nella responsabilità è un concetto che in Italia non è stato diffuso, non è conosciuto come presso altri popoli, anzi non è stato fatto volutamente conoscere.

Questo è il vero disdoro, marchio indelebile per tutti gli italiani, ma è da qui che l'Italia deve ripartire per sconfiggere la maggior parte dei suoi mali.

A livello la nazionale, le sue denunce, il suo lavoro così impegnativo e pericoloso, ha avuto sugli organi di stampa e alla televisione di Stato troppo poco spazio.

Vogliamo sperare che questa nostra missiva sia una delle tantissime lettere di solidarietà che le siano giunte, perché se così non fosse c'è da ripensare e biasimare questa nostra povera Italia.

Meglio morire perché impegnati in questa lotta, che vivere schiavi di un potere maligno.

Falcone, Borsellino, Scopelliti, per quanto ci riguarda, non sono morti, ma vivono ancora...

come idee che camminano e si diffondono nelle menti e ideali di altri uomini...

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