Stop ad allarmismi ingiustificati

Latte, Coldiretti: il prezzo alla stalla non si tocca

Coldiretti mette un punto fermo sul rumor improbabile e infondato circa la riduzione del prezzo del latte alla stalla in Puglia

Attualità
Gioia del colle sabato 17 ottobre 2020
di La Redazione
La Puglia importa circa 80mila tonnellate di latte e derivati
La Puglia importa circa 80mila tonnellate di latte e derivati © n.c.

Il prezzo del latte alla stalla in Puglia non si tocca perché non può andare sotto i costi di produzione calcolati da ISMEA, quando nella forbice tra produzione e consumo ci sono margini da recuperare per garantire un prezzo giusto e onesto che tenga conto dei costi degli allevatori e la necessaria qualità da assicurare ai consumatori. È quanto dichiara Coldiretti Puglia che mette un punto fermo sul rumor improbabile e infondato circa la riduzione del prezzo del latte alla stalla in Puglia.

“Negli ultimi giorni si sono ingenerati allarmismi del tutto ingiustificati che stanno creando solo confusione inutile e dannosa per la filiera lattiero – casearia pugliese. Gli accordi siglati nelle regioni del Nord non hanno mai costituito un prezzo di riferimento per la Puglia, considerato che i costi di produzione, il mercato e gli stessi quantitativi prodotti sono del tutto differenti”, stigmatizza il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

“Che non si speculi strumentalmente – insiste il presidente Muraglia - perché non accetteremo alcun ribasso del prezzo del latte alla stalla pugliese, dove 80mila mucche da latte in Puglia mettono la firma sulla produzione di latte, formaggi e yogurt, garantita a livelli di sicurezza e qualità superiore, grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati conquistati a livello nazionale e comunitario”.

Con 3 DOP (canestrato pugliese, mozzarella di Gioia del Colle e mozzarella di bufala) e 17 formaggi riconosciuti tradizionali dal MIPAAF (burrata, cacio, caciocavallo, caciocavallo podolico dauno, cacioricotta, cacioricotta caprino orsarese, caprino, giuncata, manteca, mozzarella o fior di latte, pallone di Gravina, pecorino, pecorino di Maglie, pecorino foggiano, scamorza, scamorza di pecora, vaccino) – aggiunge Coldiretti Puglia – il settore lattiero–caseario garantisce primati a livello nazionale e Sigilli della biodiversità dal valore indiscutibile.

“L’etichettatura obbligatoria è divenuta una infallibile cintura di sicurezza per i nostri allevatori – conclude il presidente Muraglia - che devono poter competere alla pari e per la salute dei nostri consumatori debbono poter scegliere in maniera consapevole quello che acquistano e mangiano”.

In Puglia a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, le importazioni di latte dall’estero raggiungono i 2,7 milioni di quintali e i 35mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, venduti come prodotti lattiero-caseari “Made in Puglia”.

Sono riuscite a sopravvivere con grande difficoltà in Puglia – insiste Coldiretti Puglia – appena 2.700 stalle, a causa principalmente del prezzo del latte, dovuto non solo alla crisi, ma anche e soprattutto a queste evidenti anomalie di mercato. Oltre all’inganno a danno dei consumatori, si tratta – conclude Coldiretti Puglia - di concorrenza sleale nei confronti degli stessi industriali e artigiani che utilizzano esclusivamente latte locale.

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