Nel 2017 uscirà “Vittime di violenze di genere. La gestione giuridica dell’operatore sanitario”

Intervista alla dott.ssa Annamaria Venere

Manager di successo, sociologa, scrittrice, docente ed editrice gioiese

Cultura
Gioia del colle venerdì 01 luglio 2016
di Sam
Annamaria Venere
Annamaria Venere © n.c.

La sua gioiesità propositiva e vincente ha conquistato, nel settore multiculturale della formazione e dell’informazione, un posto di rilievo nella dinamica prima siciliana e poi nazionale. Questo è il “Core Business” della vita della 49enne Annamaria Venere, “winner  self- made woman”.


 La sua poliedricità operativa l’ha proposta nelle vesti di manager di successo, sociologa, scrittrice, docente, editrice. Abbiamo incontrato la dott.ssa Annamaria Venere nel suo quartier generale a Catania, dove ha sede “AV Eventi e Formazione”, società leader nella formazione in campo sanitario e nell’organizzazione di eventi medico-scientifici. 


L’atmosfera negli uffici di Viale Raffaello Sanzio - tra volti sorridenti e telefoni che squillano - è dinamica e carica di energia: tra pochi minuti sarà dato l’input per l’immissione in rete del nuovo numero di Medicalive, il magazine, medico-scientifico, di cui Annamaria Venere è editore e direttore editoriale. 


Ultima perla della dinamica di Annamaria Venere è la conferma editoriale, dalla Piccin Editore, della pubblicazione del libro “L’infermiere di famiglia e cure primarie. Aspetti gestionali e competenze cliniche”. In questa pubblicazione è inserito il qualificato contributo della dott.ssa Venere sugli aspetti della dimensione psicosociale e comunicativa nella malattia cronica e sull’antropologia socio culturale del dolore e della sofferenza nelle patologie croniche. Il dinamismo vincente che si coglie in ogni angolo della “AV Eventi e Formazione” è sintesi del carattere pugnace e razionalmente concreto della Gens Apuliae di cui è figlia Annamaria Venere.  

Quanto il senso di appartenenza alla sua regione l’ha aiutata nella professione?

Moltissimo. Io sono una pugliese 100%, levantina nell’animo, m’identifico pienamente e con orgoglio con la Puglia che, personalmente, considero la regione più bella d’Italia.

Puglia e Sicilia sono molto simili?

Vivendo a Bari per moltissimi anni ho respirato lo spirito “commerciale” di quella città i cui abitanti sono disponibili di “default” alla trattativa guardando tutto in una prospettiva a lungo raggio, individuando le potenzialità delle relazioni e del lavoro. In Sicilia l’approccio è diverso. Il siciliano tende a svolgere compiti e attività che si sviluppano via via che le situazioni si concretizzano. Non so, sull’isola percepisco meno una visione “multitasking” delle cose.

Esperta in management, la Sicilia tuttavia le ha dato molto?

Assolutamente sì. I siciliani mi hanno dato l’opportunità di sviluppare idee, risorse e potenzialità che avevo visto in prospettiva; su alcuni fronti ho avuto la fortuna di anticipare i tempi rispetto ad altri. Sono fermamente convinta che“vince chi arriva prima.

Gioia del Colle ieri e oggi. Come sociologa, che tipo di cambiamento legge?

Le differenze si leggono grazie alla sociologia umana e ai luoghi di frequentazione. Quando ero adolescente, la piazza principale era il punto d’incontro degli anziani, Corso Garibaldi era il luogo della passeggiata delle persone di mezza età, mentre Via Roma era lo spazio dedicato ai giovani.  Insomma, vi era una netta suddivisione. Oggi, invece, gli spazi di frequentazione urbana sono soggetti a una maggiore promiscuità perché i ragazzi si sentono subito adulti, mentre gli adulti, ossessionati dal bisogno di giovinezza, hanno la necessità di mantenere fermo il rapporto con il tempo. In varie attività, ormai, partecipa una popolazione dall’età trasversale come accade per esempio agli iscritti al Gruppo Gioia Running, cui sono vicina. I luoghi di condivisione cambiano con il mutare della società ma è vitale offrire un’alternativa originale ai tradizionali circuiti del tempo libero per creare un legame virtuoso tra spontaneità giovanile e valori culturali.
 
Parliamo della sua attività professionale. Abbiamo appreso che pubblicherà con Piccin Editore, quali saranno le altre pubblicazioni?

Per l’inizio del 2017 uscirà “Vittime di violenze di genere. La gestione giuridica dell’operatore sanitario”; pubblicazione che reca, insieme con la mia, le firme prestigiose di due ufficiali dell’arma dei Carabinieri, il colonnello Cristiano Desideri e il tenente colonnello Fabrizio Fratoni.

Lei ha all’attivo già alcune pubblicazioni di cui una dedicata al falso in sanità e l’altra sulle strategie comunicative delle professioni sanitarie edite entrambe da Franco Angeli. Com’è nata la sua passione per la scrittura?

Ho sempre scritto, ma senza mai renderlo pubblico. Sin da ragazzina, raccoglievo racconti e scrivevo piccoli saggi. Sono sempre stata attratta dall’osservazione del contesto umano e soprattutto da quanto le pressioni sociali favoriscano le trasformazioni.

Adesso svolge anche il ruolo di editore e direttore editoriale di Medicalive Magazine. A cosa è dovuta questa scelta?

Soprattutto dal desiderio di comunicare e scrivere. In questo modo, grazie alla rivista consultabile on line su www.medicalive.it, si è formalizzata la volontà di ottimizzare ulteriormente i servizi svolti dalla AV Eventi e Formazione. Forte di un comitato tecnico-scientifico, Medicalive – diretta da Salvo Falcone – riscuote un crescente successo affermandosi in campo nazionale.


Prima della laurea in Sociologia, lei ha conseguito una prima laurea in Scienze delle professioni sanitarie e, per alcuni anni, ha svolto attività in campo sanitario. Dunque cosa ne pensa del sistema socio-sanitario italiano?

La mia percezione è legata al concetto di eccellenza. Personalmente ritengo che le eccellenze siano acclarate e riconoscibili, ma sempre riconducibili al singolo operatore e non al sistema salute visto nel suo complesso.

Come definisce la competizione tra donne in campo professionale? 

Le donne che perseguono un successo, in realtà perseguono la propria realizzazione. Generalmente, sono poco interessate alla mera competizione quanto piuttosto al raggiungimento dei propri obiettivi e non a quelli delle altre donne; quindi al superamento di se stesse: ecco il vero motore del successo in campo professionale.

La competizione la preoccupa?

Affatto. Sono ambiziosa e spesso dico a me stessa: “se vuoi colpire l’aquila devi mirare alla luna.


Passione e studi sulla Criminologia. In che termini questa specialità entra nella sua professione?

Mi sono occupata di criminologia durante il corso di laurea in sociologia che ho concluso con una tesi “Donne vittime di stalking”.
Successivamente, l’interesse è sempre più aumentato e infine grazie alla collaborazione di professionisti autorevoli nel campo organizziamo dei corsi. Presto li faremo anche a Bari, intanto lavoriamo al corso di criminologia programmato a settembre presso la sede del 1° Reggimento “Piemonte” dei Carabinieri di Moncalieri.

Per concludere. Visto che in Sicilia ha sede la sua attività professionale che si sviluppa in tutta Italia, mentre la Puglia conserva per lei affetti ed emozioni, tra le due regioni, quale vince?

Puglia ovviamente. E’ ancora la mia terra con i miei amici, la mia famiglia. Ho inoltre acquistato una casa nello stesso palazzo dove sono cresciuta, sede di tutti i miei ricordi. In primavera, quando apro le finestre, ascolto con nostalgia il garrito delle rondini. Non so perché ma ho la sensazione di ascoltarlo con la stessa intensità e con le stesse emozioni di quando ero bambina solo lì. Insomma, il mio cuore è rimasto in Puglia. Prima o poi torno a prenderlo.

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